
Gentili signori
abbiamo letto l'articolo relativo all'investimento di un cinghiale
alle Caldine su La Nazione del 10 settembre da parte di due ragazzi
con lo scooter.
Nonostante ne siano stati uccisi quasi 200.000 in 20 mesi di caccia in
Toscana, grazie alla legge obiettivo emanata dall'assessore regionale,
ogni cinghiale che muore fa notizia ma non per la sua morte che è data
per agognata, ma per l'incidente stradale che ha causato o perchè ha
avuto l'ardire di entrare in un giardino privato o di circolare per le
strade cittadine o.....semplicemente di esistere.
E si chiedono ancora, con ingordigia truculenta, "abbattimenti" di
questo animale a cui è stato frammentato lo spazio per vivere, che è
stato ibridato con i maiali "domestici" e che non è più la riservata e
frugale specie dei nostri territori, il maremmano, ma lo straniero
venuto dall'Est Europa per il godimento di chi ama i lamenti, le
convulsioni, il sangue e la morte per assecondare la loro crudeltà
distruttiva (Emiio Servadio), assalito da una malattia
mentale (Theodor Heuss), con la stessa forza di un desiderio
sessuale (Paul Parin).
Noi vogliamo che la legge sul divieto di ripopolamento venga attuata,
che il territorio naturale venga ricostituito e restituito alle
creature selvatiche.
Noi vogliamo che chi gestisce la cosa pubblica sia bene informato e
tenga conto di quanto ha dichiarato nel 2014 la Commissione
Agricoltura della Camera ovvero che l'ordinaria attività venatoria
così come viene organizzata e gestita in Italia, non rappresenta una
forma di controllo delle poolazioni di cinghiale.
A buon intenditor poche parole, ovvero quelle di chi conosce bene
l'argomento e non di chi si limita a ripetere luoghi comuni www.gabbievuote.it/caccia-al-cinghiale---relazione.html
Grazie per l'attenzione.
Firenze, 11 settembre 2019
Mariangela Corrieri
Presidente Associazione Gabbie Vuote ODV – Firenze