Cacciatori in zona rossa

Lettera inviata alla Regione Toscana e a vari mass media.



Gentili signori

è rivoltante leggere, nell'articolo www.nove.firenze.it/stop-alla-caccia-un-disastro-per-gli-agricoltori-toscani.htm
che Confagricoltura Toscana chiede l'apertura della caccia nelle zone rosse "non tanto per evitare danni alle colture, quanto per prevenire un’eccessiva riproduzione degli animali".

Le nascite in Italia si concentrano in primavera e a fine estate, inoltre, ci ha scritto Luigi Boitani, non esistono censimenti scientifici attendibili ma solo opinioni.

Dell'effettivo aumento delle popolazioni sono responsabili gli stessi cacciatori che hanno importato cinghiali alloctoni  dall'est e centro Europa, li hanno ibridati con i maiali quando, negli anni settanta, il loro piacere si stava esaurendo per lo sterminio del piccolo e poco prolifico cinghiale autoctono maremmano.

Sarebbe logico dedurre che i cacciatori siano i soli colpevoli dei danni all'agricoltura, quindi danni che i cacciatori dovrebbero pagare. Questa sarebbe la giusta prassi.
Ma si sa, in Italia il rispetto della legge è una chimera, soprattutto per quanto riguarda l'attività venatoria dove l'80% dei cacciatori è bracconiere e le cosiddette pene sono esigue o nulle.

Noi cittadini responsabili attendiamo che le leggi, una volta emesse, vengano rispettate e fatte rispettare mentre ancora, con l'arroganza e la prepotenza che sono loro congeniali, i cacciatori e loro rappresentanti pretendono, con una pandemia in corso e l'Italia particolarmente colpita, che nelle zone rosse la caccia continui anche se l'ultimo DPCM la vieta.

Perchè tra le tante categorie di attività i cacciatori che uccidono per divertimento loro proprio, dovrebbero essere agevolati e non, per esempio chi vuole visitare un museo o fare una passegiata in montagna senza diventare una delle cento e più vittime dei pallini?

E' veramente disgustoso leggere che pur di godere dell'uccisione di animali innocenti, depredati del loro naturale habitat, si sostengano le solite trite e ritrite superficialità!

Ci auguriamo che davanti a un problema tanto grande com'è quello della pandemia, lo "sport" caccia resti nella gabbia dei divieti in cui sono relegate le tante altre attività che incidono molto di più e in maniera veramente pungente sulle famiglie.

Cordialmente

Firenze, 16 novembre 2020

Mariangela Corrieri
Presidente Gabbie Vuote ODV – Firenze
Membro del CAART - Coordinamento Associazioni Animaliste Regione Toscana

www.gabbievuote.it