Lettera pubblicata su:
ultimavoce.it
Lettera inviata al prof. Stefano Mancuso dell'Università degli Studi
di Firenze, al sindaco di Firenze Dario Nardella e a vari mass media.
Gentile professore
lei che è consigliere del sindaco Nardella, che ha scritto quel
meraviglioso libro intitolato Verde brillante, perchè ha lasciato che
avvenisse lo scempio naturalistico lungo la riva dell'Arno, dalla sede
RAI (e anche prima) verso Pontassieve? Ma l'Arno è ancora un fiume?
Hanno tagliato canneti, arbusti, alberelli, erbe e fiori.
Dove andranno a nidificare gli uccelli, dove riposeranno le tartarughe
(ci sono), dove si rifugeranno i piccoli mammiferi e dove si poseranno
le api, le farfalle e tutti gli altri insetti impollinatori protetti in
tutto il mondo e in decrescita costante?
Le sponde del fiume sono diventate un deserto, passeggiando si possono
osservare le persone a oltre centinaia di metri di distanza. Neppure i
pendii dove nessun umano potrebbe camminare sono stati salvati. Terra e
fango. L'ecosistema fluviale annientato, il fiume impoverito e ridotto a
sola acqua.
Un sistema fluviale in buone condizioni accoglie una molteplicità di
organismi animali e vegetali capaci di usufruire delle risorse a
disposizione, in uno stato di equilibrio. Nel sitema Arno a Firenze si
assiste alla scomparsa di organismi animali e vegetali quindi
annientamento di fauna e flora.
Secondo me la mancanza di conoscenza, di rispetto, l'indifferenza verso
la bellezza di un intervento chiamato presuntuosamente riqualificazione
delle sponde, contravvengono all'Agenda 2030 dell'ONU per lo sviluppo
sostenibile, al Green New Deal e a ogni altro criterio che possa rendere
il nostro comportamento evoluto e attento a quel cambiamento climatico
che incombe e che anche in ogni più piccolo comportamento può
manifestarsi. Lo suggerisce la Teoria del Caos.
E' triste.
Abito nelle vicinanze e, nel tempo, ho osservato il martin pescatore, le
nutrie (ora aliene e quindi sicuramente sterminate), varie specie di
uccelli acquatici (germani, cormorani, garzette, airone cenerino, airone
bianco maggiore, sgarze ciuffetto.....ora ridottissimi), libellule, la
pelle della muta del serpente, tanti passeriformi posati sugli alberelli
e le canne della riva, lucertole....Ora niente. Solo tre sentieri che
corrono lungo il fiume ad altezze diverse. Ce n'era bisogno?
Sarebbe stato meglio impegnare il denaro per recuperare quella vecchia
fabbrica pericolante ma bella che si trova dpo la RAI e che mostra il
degrado e l'abbandono declassando il percorso del fiume.
Ormai il danno (secondo me) è fatto e niente se non chi l'ha commesso
potrà recuperare un fiume deprivato del suo ecosistema.
Grazie per l'attenzione.