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Cose chiamate visoni

Lettera inviata al Ministero della Salute, al Governo Italiano, al Ministero dell'Ambiente,  al Ministero delle Politiche Agricole e a vari mass media.


Onorevoli, gentili signori

questa pandemia (la terza da coronavirus in meno di venti anni) ha fatto capire, almeno alle persone che riescono a  collegare avvenimenti, che il salto di specie, in un ambiente degradato, invaso da noi umani, sottratto agli abitanti dei boschi e delle foreste, in un ecosistema squilibrato per i vari nostri interessi (mercati di animali, caccia, coltivazioni di palma, di soia, incendi, inquinamento, plastica, allevamenti intensivi, gabbie, veleni, abuso di antibiotici.......ecc. www.gabbievuote.it/cambiamento-climatico.html), diventa qualcosa di tremendamente familiare.

E' chiaro che non solo i batteri acquistano sempre più vigore con l'antibotico resistenza ma anche e soprattutto i virus che difficilmente conosciamo, difficilmente ne riusciamo a frenare l'avanzata e, soprattutto, le mutazioni.

Non è bastato al virus lo spill over da un animale selvatico (ospite serbatoio), verosimilmente un pipistrello, a un animale amplificatore, intermediario, ponte…(necessario per la mutazione genetica capace di attaccare le cellule umane e che, nel caso di Covid-19, sembra il pangolino) per contagiarci, ora anche i visoni degli allevamenti sono stati attaccati e di conseguenza, loro malgrado e senza loro colpa, sono stati e saranno abbattuti.

Sarebbero comunque morti, perchè questa era fin dall'inizio la loro sorte. Una morte atroce, procurata con metofdi brutali: fracassando la scatola cranica con speciali apparecchi, con una bastonata sul muso, ruotando la testa per spezzarne le vertebre cervicali, nelle camere a gas, con l'elettrocuzione, scuoiati vivi....per non danneggiare la pelliccia.

Probabilmente la morte per il covid sarà stata e sarà più clemente, anche se non così la loro vita.

Il benessere dei visoni passa necessariamente dal contatto con l’acqua, vivono invece per l'intera vita in allevamenti intensivi, considerati dalla FAO i peggiori lager esistenti; prigionieri in gabbie di 70x35 cm. fatte di rete metallica, sollevate da terra. Senza potersi muovere e impossibilitati a seguire i propri comportamenti di specie; camminano incessantemente in circolo. Subiscono forte stress per cui hanno atteggiamenti isterici o autolesionisti come spezzarsi i denti mordendo la gabbia, automutilarsi e diventare aggressivi con i compagni; si mangiano letteralmente tra loro amputandosi varie parti del corpo e agonizzando per giorni prima di morire. Ai produttori non conviene curarli.

E' dignità dell'uomo questo comportamento nei confronti di esseri viventi e senzienti? E' raggiungere il pieno sviluppo della persona umana secondo l'art. 3 della nostra Costituzione?

Noi chiediamo al Presidente del Consiglio, al Ministro della salute, al Governo tutto.....di prendere lezione dalla pandemia e vietare gli allevamenti di animali da pelliccia. Così come hanno già fatto in Europa:  Norvegia,  Regno Unito,  Olanda, Belgio, Repubblica Ceca, Austria, Slovenia, Croazia, Serbia, Bosnia Erzegovina, Repubblica di Macedonia....nonchè molti stilisti, rivenditori e centri commerciali.

Sarebbe un grande gesto di civiltà per l'uomo e di compassione per gli animali.

Grazie per l'attenzione.

Firenze, 24 novembre 2020

Mariangela Corrieri
Presidente Gabbie Vuote ODV – Firenze
Membro del CAART - Coordinamento Associazioni Animaliste Regione Toscana

www.gabbievuote.it