Gentile Presidente del Consiglio Giorgia Meloni
poichè
lei sostiene con forza l'italianità, le proponiamo
l'annullamento di un rito estraneo alla nostra cultura, alla nostra
religione, alla nostra coscienza:
la macellazione rituale kosher e
halal.
Lei, che difende la patria Italia in tutte le sue manifestazioni, ha
preso in esame quella forma aliena, irrazionale e assurda, per non dire
aberrante, vigliacca e crudele che, nonostante le tante leggi europee e
italiane sul benessere degli animali, viene tranquillamente esercitata
nel nostro Paese?
In Italia sono i musulmani, oltre 2 milioni e gli ebrei, circa 30.000,
coloro che praticano la macellazione rituale. Ecco come e perchè.
Due leggi in Italia si contendono la visibilità, ovvero l'applicazione
prioritaria: "
libertà religiosa" e "benessere animale". Poichè la
libertà religiosa concerne l'uomo mentre il benessere animale negli
allevamenti durante la macellazione riguarda gli animali, quale di
queste leggi ha avuto la meglio? Ovvero è in vigore? Naturalmente la
libertà religiosa di esercitare un rito vecchio di migliaia di anni che
pretende il "sacrificio" degli animali (buoi, capre, pecore,
conigli....) i quali vengono uccisi per mezzo di torture e lunghe
sofferenze, secondo i riti religiosi kosher e halal.
L'art. 13 del Trattato di Lisbona sul funzionamento dell'Unione europea
dichiara gli animali esseri senzienti, ovvero che provano
sentimenti, emozioni, dolore fisico e psichico, paura, ansia, stress; la
Dichiarazione di Cambridge sulla Coscienza, sottoscritta nel 2012 da un
gruppo internazionale di eminenti scienziati alla presenza di Stephen
Hawking, proclama che gli animali (tutti i mammiferi, gli uccelli, e
persino il polpo un mollusco cefalopode) sono coscienti e consapevoli
allo stesso livello degli esseri umani. Ultimo ma non meno importante,
l'art. 9 della nostra Costituzione ne impone la tutela ("
....La legge
dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali").
Non sono quindi prodotti, merci, cose, sono esseri viventi e senzienti,
certo, perchè no: per sentire quell'immenso e lungo dolore provocato sul
loro corpo dal rito cruento della macellazione religiosa.
Le normative italiane ed europee prevedono obbligatoriamento lo
stordimento dell'animale al momento della macellazione per evitarne il
maltrattamento e, soprattutto, evitarne una morte lunga, dolorosissima e
cosciente. La macellazione rituale ebraica kosher e musulmana halal che,
salvo poche variazioni, si assomigliano, pretendono invece di sopprimere
l'animale in stato di perfetta e totale coscienza con conseguenti
lunghissimi e atroci spasimi.
Durante questi riti di macellazione, l'animale deve essere quindi
cosciente, girato su se stesso con un mezzo di contenimento meccanico,
oppure disteso; viene operata la recisione della trachea ed esofago ma
senza spezzare la colonna vertebrale e senza staccare la testa. In
seguito avviene il dissanguamento dell'animale. Tutto con una sofferenza
lunga e straziante prima che sopravvenga la morte.
Nel rito halal, l'animale viene orientato con il capo verso la Mecca e
sottoposto al taglio dei grossi vasi del collo, dell'esofago e della
trachea mediante l'impiego di un coltello a lama molto affilata. Il
taglio non deve ssere preceduto dallo stordimento dell'animale che deve
essere cosciente e trattato con "rispetto". Il coltello deve essere
impugnato con la mano destra mentre la sinistra tiene ferma la testa
dell'animale. Le zampe devono essere legate ad eccezione di una
posteriore lasciata libera affinchè l'animale possa muoverla e scalciare
per tranquillizzarsi. Oppure viene immobiizzato in una gabbia.....
oppure appeso a testa in giù.
Da quando un animale secondo il rito kosher viene appeso, fino al primo
affondo di lama, trascorrono quasi quattro minuti, mentre la iugulazione
halal dei bovini impone 25 movimenti di coltello.
La macellazione riturale in Italia è consentita solo nei circa 200
macelli autorizzati ma sono comuni i casi di macellazione "familiare",
in giardini, garage, case. Pratica illegale e perseguibile secondo la
legge.
Solo in Piemonte, ogni anno vengono uccisi con il rito halal: 30.000
bovini, 23.000 conigli, 600 ovocaprini.
All'inizio del terzo millennio si può chiamare rito religioso la
macellazione rituale di un animale che, nonostante i "compassionevoli"
precetti religiosi, impone alla vittima un'atroce sofferenza? che
sprofonda le sue radici in un antico passato quando si utilizzavano
tecniche rudimentali per mancanza di conoscenze scientifiche? Visto da
un occidentale questo è sì un rito ma di crudeltà e se le religioni
esistono per migliorare l'uomo questo rito lo peggiora perchè fa
leva sulla sua indifferenza, durezza, crudeltà, sacrificando una
creatura viva e innocente, presa con la forza, trattata con brutalità,
uccisa con violenza. Chi compie un gesto simile non potrà mai provare
compassione neppure per una persona umana, che sia fragile, debole,
indifesa, sofferente, ma praticherà facilmente la violenza come ci
insegna e testimonia
https://www.link-italia.net/italia/
Nelle convenzioni, direttive, leggi, decreti...., si ripete uno slogan:
"
evitare agli animali sofferenze inutili o non necessarie"
prevedendo lo stordimenti preventivo ma per ebrei e musulmani, in nome
della "
libertà religiosa" sono previste deroghe. Se vogliono
mangiare carne devono seguire una particolare procedura che è equiparata
a un rito religioso.
Quindi: o rispettare la legge sulla "libertà religiosa" o rispettare la
legge "sul benesse degli animali" vigente in Italia e in Europa. Cosa
deve prevalere?
Non è semplice. In Italia, trattati, studi, dibattiti, proteste, denunce
e valutazioni controverse, hanno finora lasciato via libera alla
cosiddetta "libertà religiosa" oscurando l'enorme sofferenza praticata
agli animali prima della morte.
Gli animali macellati secondo i riti religiosi vengono anche esportati
(D.M. 11 giugno 1980), quindi l'Italia non si limita a conferire la
libertà religiosa a cittadini del proprio territorio ma esporta carne di
animali macellati con il rito kosher e halal in altri paesi
contravvenendo alle leggi italiane sulla tutela degli animali (artt. 544
ter e 727 del C.P.). Ciò significa procurarsi un mercato della carne
sulla pelle degli animali per attivare un commercio che non ha a che
fare con la libertà religiosa ma con il guadagno illecito.
Considerazioni