Il parrocchetto tra paragoni, ipotesi e verità

Lettera inviata alla Commissione Europea, al Ministero dell'Ambiente…, all'Ispra, alla Regione Toscana e a vari mass media.



Gentili signori
sappiamo che ci sono problemi ben più importanti di quello che stiamo per esporre, ma ci avvaliamo della frase di un grande uomo, Albert Einstein, per catturare la vostra attenzione: "Quando si tratta della verità e della giustizia, non c'è distinzione tra i grandi problemi e i piccoli, perchè i principi generali che riguardano l'azione dell'uomo sono indivisibili."

Abbiamo letto i commenti disinformati e mistificati sui pappagalli (parrocchetti dal collare Psittacula krameri) suggeriti da Coldiretti Firenze, pubblicati da vari giornali e siti internet e riepilogati, con l'immaginazione che vola e la verità nascosta, dal Corriere Fiorentino il 25 giugno scorso https://corrierefiorentino.corriere.it/notizie/cronaca/24_giugno_25/firenze-l-invasione-dei-pappagalli-alieni-che-fanno-razzia-nelle-campagne-9aa67f05-b20d-43f1-b9e2-b3499a1bexlk.shtml e Gonews del 26 luglio scorso https://www.gonews.it/2024/06/25/pappagalli-alieni-agricoltura-empoli/ .

Questi pappagalli fanno razzia, sono un flagello, sono un'invasione (ne dichiarano mille nella provincia fiorentina ma senza un vero censimento scientifico, così, a olfatto).

Vengono paragonati:
Si fanno  anche molte ipotesi sui parrocchetti:
Perchè si è parlato e si parla di questi pappagalli?

Perchè tutti gli accidenti ipotizzati sono stati presi sul serio dall'Assessorato regionale toscano all'agricoltura, caccia e pesca  ed è quindi stata emessa la delibera n. 768 del 01.07.2024 che intendiamo controbattere nei suoi vari punti di "verità".

Nella delibera vengono citati gli articoli della legge 157/92 (n. 19 e 19 bis) e della legge regionale 3/1994 (n. 37) che pretendono, di norma, l'utilizzo di metodi ecologici per il controllo della fauna selvatica e, soltanto in caso se ne verifichi l'inefficacia, la Regione può autorizzare piani di abbattimento e, addirittura, di eradicazione. Inoltre, il punto 1 (che autorizza il controllo ovvero l'abbattimento anche in assenza di metodi ecologici) e il punto 4 (l'attuazione degli interventi avverrà con mezzi ecologici)  sono in contraddizione.

A prescindere dalla contraddizione, chiediamo: sono stati usati i metodi ecologici? E' stata dimostrata l'inefficacia dei metodi ecologici? Pensiamo di no in quanto l'abbattimento è già stato programmato in delibera.

All'art. 3 punto 2 del Regolamento UE 1143/14, specie esotica invasiva è una specie esotica per cui si è rilevato che l'introduzione o la diffusione minaccia la biodiversità e i servizi ecosistemici collegati, o ha effetti negativi su di essi. All'art. 4 punto 3) si dichiara che le specie esotiche invasive sono incluse nell'elenco dell'Unione solo se rispondono a una lunga serie di requisiti (naturalmente citati).

Il punto 1) del Regolamento UE dichiara inoltre che le specie esotiche non sono sempre fonte di preoccupazione e solo se raggiungono un numero considerevole possono diventare invasive e nell'ambiente dell'Unione e di altri paesi europei sono presenti circa 12.000 specie esotiche delle quali approssimativamente il  10-15% è ritenuto invasivo.

Al punto 10) del Regolamento UE si dichiara che dato il folto numero di specie esotiche invasive è importante garantire che sia data priorità al gruppo ritenuto di rilevanza unionale.

Il parroccheto dal collare è specie aliena/esotica ma non dichiarata ufficialmente invasiva sia a livello unionale che nazionale. Infatti nel Regolamento UE 1143/14 recante disposizioni volte a gestire l'introduzione e la diffusione delle specie esotiche invasive del 22 ottobre 2014 (poi ripetutamente aggiornato negli elenchi) il parrocchetto dal collare non è citato. Non è citato nell'elenco unionale ma neppure in quello nazionale che non è stato ancora istituito. Quindi il Parrocchetto dal collare non è considerata specie esotica invasiva da eradicare.

Gran parte delle specie esotiche invasive sono introdotte accidentalmente nell'Unione e per ogni 100 specie aliene che arrivano in un'area, si stima che una soltanto diventi invasiva (Nuova ecologia).

Quanto siano irrazionali le intenzioni della delibera è dimostrato dal fatto che per il parrocchetto dal collare esistono allevamenti e commercio https://www.animalhousemilano.it/uccelli mentre il Regolamento UE dichiara che le specie esotiche invasive non devono essere, tra l'altro, allevate, immesse sul mercato, utilizzate o scambiate...

Noi umani possiamo invadere, come abbiamo sempre fatto (vedi la storia), occupare, trasformare, distruggere, eliminare ma quando un animale, trasferito in luogo non suo per casualità o interesse (vedi le nutrie per la pelliccia), apriti cielo, l'uragano cada su di lui e lo distrugga. Negli ultimi 10 anni il nostro pianeta ha perso almeno 160 specie viventi. Piante e animali che si sono estinti per diversi motivi in un numero assai elevato.  A dirlo è l’Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN).

Ogni danno all'agricoltura che un animale alloctono o autoctono possa fare, è stabilito venga documentato e regolarmente rimborsato. Inoltre, secondo l'ISPRA, "In Italia, più che in altri paesi, le scelte degli amministratori sulla gestione della specie aliene invasive sono troppo influenzate dall'emotività, mentre avremmo bisogno di pragmatismo e soluzioni scientifiche per affrontare gravi problemi di natura pratica".

In conclusione, le nostre amministrazioni recepiscono senza analizzare ogni aspetto dell'argomento, decidono senza consultare tutte le parti in campo (quella di chi difende il proprio tornaconto economico, quella che difende la più ampia  visione scientifica, quella che ricerca le soluzioni obiettive, scientifiche ed etiche).

A prescindere dalla classica stagione venatoria, rappresenterebbe una maggiore preparazione scientifica ed etica non emettere delibere a raffica per l'uccisione di animali durante tutto l'anno (cinghiali, corvidi, nutrie, piccioni, volpi, storni, minilepri....) e trovare invece soluzioni alternative, ascoltanto anche l'altra campana (esperti, associazioni animaliste, ambientaliste, ecc.), al fine di evitare stragi di animali che, dopo qualche anno, si rivelano inutili in quanto viene riproposto lo stesso problema che la strage di qualche anno prima voleva risolvere. Incidendo inoltre, visto che siamo tutti interconnessi (Teoria del Caos), su quella biodiversità che si proclama voler difendere.

Ci aspettiamo una riflessione e un modo diverso di affrontare eventuali problemi, quelli che noi stessi abbiamo provocato e provochiamo continuamente senza riuscire a trovare le giuste e conclusive soluzioni. Perchè? Perchè non si cercano.

Grazie dell'attenzione.

Firenze, 1 agosto 2024

Mariangela Corrieri
Presidente Gabbie Vuote ODV – Firenze
Membro del CAART Coordinamento Associazioni Animaliste Regione Toscana
Membro FIADAA Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente