Il parrocchetto tra paragoni, ipotesi e verità
Lettera inviata alla Commissione Europea, al Ministero
dell'Ambiente…, all'Ispra, alla Regione Toscana e a vari mass media.
Gentili signori
sappiamo che ci sono problemi ben più importanti di quello che stiamo
per esporre, ma ci avvaliamo della frase di un grande uomo, Albert
Einstein, per catturare la vostra attenzione: "Quando si tratta
della verità e della giustizia, non c'è distinzione tra i grandi
problemi e i piccoli, perchè i principi generali che riguardano
l'azione dell'uomo sono indivisibili."
Abbiamo letto i commenti disinformati e mistificati sui pappagalli
(parrocchetti dal collare Psittacula krameri) suggeriti da Coldiretti
Firenze, pubblicati da vari giornali e siti internet e riepilogati,
con l'immaginazione che vola e la verità nascosta, dal Corriere
Fiorentino il 25 giugno scorso https://corrierefiorentino.corriere.it/notizie/cronaca/24_giugno_25/firenze-l-invasione-dei-pappagalli-alieni-che-fanno-razzia-nelle-campagne-9aa67f05-b20d-43f1-b9e2-b3499a1bexlk.shtml
e Gonews del 26 luglio scorso https://www.gonews.it/2024/06/25/pappagalli-alieni-agricoltura-empoli/
.
Questi pappagalli fanno razzia, sono un flagello, sono un'invasione
(ne dichiarano mille nella provincia fiorentina ma senza un vero
censimento scientifico, così, a olfatto).
Vengono paragonati:
- ai cinghiali che dicono siano 250.000 in
Toscana; sterminati negli anni '70, poi importati gli alloctoni,
allevati e reintrodotti dai cacciatori e ci chiediamo: la
legge toscana 10/2016 uccidendone 184.774 li ha, per magica
simpatia. moltiplicati come dicono gli scienziati? "Portano con
sè la peste suina che paralizza i territori e le attività
turistiche" (la peste è un’infezione virale, spesso mortale,
che colpisce i suini domestici e i cinghiali, ma non è
trasmissibile alle persone); la normativa comunitaria prevede la
sospensione della caccia nelle aree infette, per il maggior
rischio di diffusione della malattia attraverso le movimentazioni
dei cinghiali spaventati dall’attività venatoria e per il
possibile trasporto del virus mediante veicoli, attrezzi,
indumenti, scarpe e animali cacciati; ma non è cosa succede agli
animali, siano essi domestici o selvatici che interessa, interessa
ciò che succede al portafoglio;
- ai "lupi pronti a fare stragi di greggi",
"bussano alle porte di casa"; animale icona, timoroso
dell'uomo, perseguitato con somma crudeltà fino alla quasi
estinzione; cinquant’anni fa in Italia ne rimanevano solo un
centinaio perciò venne protetto in tutta Europa. Per ogni animale
aggredito viene sempre accusato, senza sapere se sia lui che
uccide la pecora oppure sia il cane ferale, l'ibrido... ma che
importa? Più animali ci sono in giro più se ne può fucilare;
- ai cani inselvatichiti; ma la legge 281/91,
finalizzata proprio alla prevenzione del randagismo, è ancora nel
cassetto? Dopo 33 anni, dove sono finiti i doveri delle
istituzioni per combattere il randagismo? Dov'è l'art. 9 della
Costituzione? Dove la legge contro i maltrattamenti? Dove...;
- ai colombacci, piccioni... perchè? I
fucilatori dovrebbero essere felici che altre delibere applaudano
da tempo all'uccisione di questi intelligenti e pacifici animali
da noi introdotti, come al solito, nelle città e poi... nonostante
simboli di pace, vengono perseguitati come gli eretici di un
tempo; prima considerati domestici poi selvatici, giusto per
poterli uccidere più facilmente;
- alle "vespe asiatiche che falcidiano le api
compromettendo l'impollinazione"; ma guarda! Ingenuamente
credevamo che fossero i pesticidi neonicotinoidi, gli
insetticidi, i veleni letali usati in agricoltura la causa più
devastante per la moria degli insetti impollinatori.....i quali,
sparendo, lasceranno agli umani solo quattro anni di vita... Ma
sarà vero? Anche Einstein poteva sbagliare...;
- ai "voracissimi granchi blu d'oltre oceano"
che "distruggono il nostro sistema marino" e che, come i
parrocchetti, sono arrivati nel nostro mare non tramite le
acque di zavorra delle navi ma, semplicemente, perchè volevano
trasferirsi nelle coste del nostro accogliente bel Paese; così
insegnano ai pescatori cosa significano le plastiche, le reti a
strascico, i pesci liberi uccisi per nutrire i pesci allevati e...
tante altre vere distruzioni.
Si fanno anche molte ipotesi sui parrocchetti:
- "minaccerebbero la salute dei cittadini"; "se
per esempio si toccano involontariamente le feci del pappagallo
e poi si porta la mano alla bocca si rischia di contrarre il
batterio della salmonella"; perchè, portare le mani alla
bocca dopo aver toccato un escremento è uno sport?
- "potrebbero trasmettere malattie come la
salmonellosi e l'influenza aviaria"; certo, come tutto ciò
che ci circonda perchè la salute è one health e, come dice
l'Istituto Superiore di Sanità: le infezioni da salmonella
rappresentano la seconda causa più frequente di infezioni
trasmesse dagli alimenti all'uomo in Europa;
- "potrebbero crescere in poco tempo assumendo le
forme e le dimensioni di una nuova calamità con gravi
ripercussioni per la biodiversità"; perchè, interessa la
biodiversità? Strano, non sembra, considerate tutte le
delibere approvate per l'uccisione degli animali.
Perchè si è parlato e si parla di questi pappagalli?
Perchè tutti gli accidenti ipotizzati sono stati presi sul serio
dall'Assessorato regionale toscano all'agricoltura, caccia e
pesca ed è quindi stata emessa la delibera n. 768 del 01.07.2024
che intendiamo controbattere nei suoi vari punti di "verità".
Nella delibera vengono citati gli articoli della legge 157/92 (n. 19 e
19 bis) e della legge regionale 3/1994 (n. 37) che pretendono, di
norma, l'utilizzo di metodi ecologici per il controllo della fauna
selvatica e, soltanto in caso se ne verifichi l'inefficacia, la
Regione può autorizzare piani di abbattimento e, addirittura, di
eradicazione. Inoltre, il punto 1 (che autorizza il controllo
ovvero l'abbattimento anche in assenza di metodi ecologici) e il
punto 4 (l'attuazione degli interventi avverrà con mezzi ecologici)
sono in contraddizione.
A prescindere dalla contraddizione, chiediamo: sono stati usati i
metodi ecologici? E' stata dimostrata l'inefficacia dei metodi
ecologici? Pensiamo di no in quanto l'abbattimento è già stato
programmato in delibera.
All'art. 3 punto 2 del Regolamento UE 1143/14, specie esotica
invasiva è una specie esotica per cui si è rilevato che
l'introduzione o la diffusione minaccia la biodiversità e i servizi
ecosistemici collegati, o ha effetti negativi su di essi.
All'art. 4 punto 3) si dichiara che le specie esotiche invasive
sono incluse nell'elenco dell'Unione solo se rispondono a una lunga
serie di requisiti (naturalmente citati).
Il punto 1) del Regolamento UE dichiara inoltre che le specie
esotiche non sono sempre fonte di preoccupazione e solo se
raggiungono un numero considerevole possono diventare invasive e
nell'ambiente dell'Unione e di altri paesi europei sono presenti
circa 12.000 specie esotiche delle quali approssimativamente
il 10-15% è ritenuto invasivo.
Al punto 10) del Regolamento UE si dichiara che dato il folto
numero di specie esotiche invasive è importante garantire che sia
data priorità al gruppo ritenuto di rilevanza unionale.
Il parroccheto dal collare è specie aliena/esotica ma non dichiarata
ufficialmente invasiva sia a livello unionale che nazionale. Infatti
nel Regolamento UE 1143/14 recante disposizioni volte a gestire
l'introduzione e la diffusione delle specie esotiche invasive
del 22 ottobre 2014 (poi ripetutamente aggiornato negli elenchi) il
parrocchetto dal collare non è citato. Non è citato nell'elenco
unionale ma neppure in quello nazionale che non è stato ancora
istituito. Quindi il Parrocchetto dal collare non è considerata
specie esotica invasiva da eradicare.
Gran parte delle specie esotiche invasive sono introdotte
accidentalmente nell'Unione e per ogni 100 specie aliene che arrivano
in un'area, si stima che una soltanto diventi invasiva (Nuova
ecologia).
Quanto siano irrazionali le intenzioni della delibera è dimostrato dal
fatto che per il parrocchetto dal collare esistono allevamenti e
commercio https://www.animalhousemilano.it/uccelli
mentre il Regolamento UE dichiara che le specie esotiche invasive non
devono essere, tra l'altro, allevate, immesse sul mercato,
utilizzate o scambiate...
Noi umani possiamo invadere, come abbiamo sempre fatto (vedi la
storia), occupare, trasformare, distruggere, eliminare ma quando un
animale, trasferito in luogo non suo per casualità o interesse (vedi
le nutrie per la pelliccia), apriti cielo, l'uragano cada su di lui e
lo distrugga. Negli ultimi 10 anni il nostro pianeta ha perso almeno
160 specie viventi. Piante e animali che si sono estinti per diversi
motivi in un numero assai elevato. A dirlo è l’Unione
internazionale per la conservazione della natura (IUCN).
Ogni danno all'agricoltura che un animale alloctono o autoctono possa
fare, è stabilito venga documentato e regolarmente rimborsato.
Inoltre, secondo l'ISPRA, "In Italia, più che in altri paesi, le
scelte degli amministratori sulla gestione della specie aliene
invasive sono troppo influenzate dall'emotività, mentre avremmo
bisogno di pragmatismo e soluzioni scientifiche per affrontare gravi
problemi di natura pratica".
In conclusione, le nostre amministrazioni recepiscono senza analizzare
ogni aspetto dell'argomento, decidono senza consultare tutte le parti
in campo (quella di chi difende il proprio tornaconto economico,
quella che difende la più ampia visione scientifica, quella che
ricerca le soluzioni obiettive, scientifiche ed etiche).
A prescindere dalla classica stagione venatoria, rappresenterebbe una
maggiore preparazione scientifica ed etica non emettere delibere a
raffica per l'uccisione di animali durante tutto l'anno (cinghiali,
corvidi, nutrie, piccioni, volpi, storni, minilepri....) e trovare
invece soluzioni alternative, ascoltanto anche l'altra campana
(esperti, associazioni animaliste, ambientaliste, ecc.), al fine di
evitare stragi di animali che, dopo qualche anno, si rivelano
inutili in quanto viene riproposto lo stesso problema che la strage
di qualche anno prima voleva risolvere. Incidendo inoltre, visto che
siamo tutti interconnessi (Teoria del Caos), su quella biodiversità
che si proclama voler difendere.
Ci aspettiamo una riflessione e un modo diverso di affrontare
eventuali problemi, quelli che noi stessi abbiamo provocato e
provochiamo continuamente senza riuscire a trovare le giuste e
conclusive soluzioni. Perchè? Perchè non si cercano.
Grazie dell'attenzione.
Firenze, 1 agosto 2024