Egregi signori
Una volta anche gli uomini
si vendevano, si compravano, si uccidevano, si torturavano... come
non fossero corpi vivi.
Poi abbiamo capito che non
dovevamo farlo.
Quando si capirà che anche
gli animali sono corpi vivi con cuore e sentimenti, che hanno
un'esistenza, paure, affetti, bisogni… e, finalmente, si rispetterà
la loro vita come si pretende di rispettare quella della nostra
specie?
La cultura avanza, la
coscienza cresce, speriamo anche quella dell'Homo sapiens(?).
In attesa, i nostri saluti.
Gentili,
sono venuta a conoscenza di un'iniziativa che prende forma ogni anno nel
vostro Comune alla metà di agosto e di cui allego una locandina utile.
Pare che una dozzina di cavalli vengano inviati al mattatoio e dati in
pasto agli abitanti del luogo.
Non mangio animali né ciò che producono, per cui non faccio distinzioni
fra animali domestici o tristemente definiti "da reddito"; tutti loro
amano la vita, temono la morte, soffrono e gioiscono proprio come noi,
non a caso vengono definiti esseri senzienti. Ma il cavallo... una
creatura maestosa, a cui abbiamo tolto qualsiasi libertà (salvo
prenderne in prestito quel po' che gli resta quando si monta sul suo
dorso), piegandola al nostro dominio, pretendendone il sacrificio del
lavoro.... beh, bisogna proprio essere senza cuore per ripagarli così,
dopo una vita al vostro servizio.
Organizzate ancora questa deprecabile sagra malgrado i tempi si
interroghino se sia lecito equiparare i cavalli agli altri animali
domestici, in un momento storico in cui centinaia di migliaia di persone
in tutta Italia hanno firmato una petizione per chiedere il divieto
della loro macellazione.
Esiste sempre un'evoluzione culturale, mentale, sentimentale, ma
evidentemente non a Seclì. Lì si respira ancora il Medioevo, il Medioevo
equino.
Se questa è la sensibilità che aleggia nel vostro Comune, mai e poi mai
lo visiterò, e dirò a chiunque conosca di fare altrettanto.
Saluti,
7 luiglio 2025
Serena Ruffilli
Non esiste alcuna certezza che Dio abbia affidato davvero all’uomo il
dominio sulle altre creature. E’ invece più probabile che l’uomo si
sia inventato Dio per santificare il dominio che egli ha usurpato
sulla mucca o sul cavallo.
(Milan Kundera)
Il cavallo ti guarda con gli occhi fedeli e riconoscenti di un cane,
ma in lui c’è sempre una inquietudine che lo agita.
Se una parte del cavallo appartiene all’uomo, l’altra appartiene ai
fulmini, al vento e alle praterie lontane.
(Fabrizio Caramagna)